Microdelezioni Cromosoma Y standardizzazione UE EMNQN2001

Le microdelezioni del cromosoma Y nelle regioni AZF (AZoospermia Factor), si riscontrano nel 10-15% dei soggetti azoospermici e nel 5-7% dei pazienti oligozoospermici. Sono stati identificati numerosi geni candidati per ciascuna regione AZF (DBY, USP9Y RBMY1, eIF1AY, DAZ, GOLG, BPY2 etc ), ma non è ancora chiaro quali di essi e in che misura siano coinvolti nel processo della spermatogenesi. La struttura del braccio lungo del cromosoma Y (Yq) predispone a delle delezioni di intere regioni e le microdelezioni parziali o di geni isolati sono rari (1,2). Il test permette di identificare, mediante l’uso della Polymerase Chain Reaction (PCR), microdelezioni del cromosoma Y all’interno delle tre regioni AZF (Azoospermia Factor) AZFa, AZFb, AZFc. 

Le Multiplex PCR mix A e B (M-PCR di Primo Livello) contenute nel kit amplificano delle “sequence tagged sites” (STS) indicate dalle linee guida dell’Accademia Europea di Andrologia (3) (per AZFa: sY84, sY86; per AZFb: sY127, sY134; per AZFc: sY254, sY255) e permette di individuare quasi il 100% delle delezioni clinicamente importanti. Poiché una delezione è indicata dall’assenza di amplificato tali mix PCR contengono una coppia di primer per i geni ZFX/ZFY che danno sempre un prodotto di amplificazione (controllo interno di PCR per il DNA) ed una coppia di primer specifici per il gene SRY presente sul braccio corto del cromosoma Y come controllo per il “testis determining factor”. 

Principio del metodo:
A) estrazione del DNA genomico
B) amplificazione
C) rivelazione sul gel di agarosio.

Applicabilità:
Su DNA genomico estratto e purificato da campioni di Sangue Intero.

Prelievo:
circa 10mL di sangue periferico in provette da Emocromo (con anticoaugulante EDTA).

I prodotti di amplificazione, frammenti di 126-495 bp, delle due reazioni di PCR possono essere separati per elettroforesi su gel di agarosio. L’Assenza di prodotto/i di amplificazione di specifiche regioni del cromosoma Y è indicativa di una delezione della sequenza stessa.

REFERENZE:
1) Kamp C et al. Hum. Mol. Genet. 2000 9:2563-72.
2) Repping S. et al. Am. J Hum Genet. 2002 71:906-22
3) Simoni M. Int J Androl. 1999 22:292-9.
 
Tutti i suggerimenti ed i consigli contenuti in queste pagine non possono considerarsi protocolli medici. Per ogni indicazione è necessario sempre consulto specialistico con diagnosi.